Menu amministrazione

Il punto di vista di un'autrice

LA LETTURA PER I PICCOLISSIMI

Il punto di vista di un'autrice

Intervista a Jeanne Ashbé

Il punto di vista di un’autrice

Che ruolo gioca la voce nella vita dei più piccoli?

Per il bebè la lingua è prima di tutto una voce, delle voci.

Prima di comprendere le parole, il bambino dà senso a tutta una serie di segni, tra cui le nostre espressioni facciali, per esempio, alle quali è molto legato.

Ma la voce – con la sua intonazione, il suo ritmo, il suo volume, la sua prosodia – rappresenta sia il primo lessico del bambino sia ciò che motiva l’interattività linguistica ai suoi occhi: la nostra voce gli trasmette il piacere per il linguaggio.

E l’aspetto meraviglioso è che noi lo sappiamo. Tutte le culture del mondo posseggono questo insieme di parole “musicali” che sono tipiche negli scambi con il bebè: filastrocche, giochi con le dita, canzoncine, testi dei libri… sono lì per iniziare questa conversazione con il piccolo, una conversazione che andrà avanti per tutta la vita.


Perché la lettura ad alta voce è così importante per loro?

Leggere ad alta voce il testo di un libro regala ai più piccoli il privilegio di ascoltare, dalla voce di chi si ama, un piccolo frammento di lingua in maniera ripetuta e associata a un'immagine. Una sorta di “fermo immagine sonoro” in questo minestrone di parole da cui il bambino è circondato, che dono prezioso!

Il bambino molto piccolo memorizza rapidamente un testo letto da una persona a cui è legato; più tardi lo racconta a sé stesso, lo cerca ancora se noi lo mettiamo da parte…

Questa costanza è un elemento rassicurante nella sua piccola vita in costruzione. Non capisce tutto? Che importanza ha? Anche quando gli parliamo, non coglie il significato di tutto. E, giustamente, non ce ne preoccupiamo. L’importante è offrirgli qualcosa su cui pensare, su cui costruire un senso, su cui elaborare il linguaggio…


Come scegliere un libro?

Andate in biblioteca! Vi sembra una risposta strana? La biblioteca permette ai genitori disorientati nello scegliere un libro per il proprio bebè di tastare il terreno. Senza spendere un centesimo, si ritorna a casa con una bella selezione di libri. Leggeteli ai vostri bambini, ad alta voce seguendo il testo, ma anche facendo dei suoni, lasciandovi guidare dal suo piccolo dito teso, con i suoi oh! I suoi ah!... Lasciatevi stupire dal vostro bambino. Ha i suoi gusti, a volte sorprendenti, e ve lo fa sapere: battendo le mani, ridacchiando, strisciando verso il libro prescelto, vi sta chiedendo di leggerlo ancora. Comprate questi libri che ama tanto, teneteli

“per tutta la vita”. Saranno parte della sua storia. E se anche non sappiamo il perché, lui invece lo sa: il vostro bambino ha fatto di quel libro un amico e a voi non resta che leggerglielo ancora e ancora, molto semplicemente...


Nel momento in cui crei un albo, qual è la tua prima preoccupazione relativa al testo?

La parte più importante dei miei testi nasce durante lo sviluppo delle tavole. I miei disegni mi “parlano” in quella speciale lingua di scambio che mi permette di entrare in relazione con il bambino, e di creare un testo che lo coinvolga e lo emozioni. Nel disegno, come nella scrittura, decido di seguire una sorta di percorso fatto sia di conosciuto che di sconosciuto, di punti di riferimento e di sorprese, di fluidità e di ritmo cadenzato ma anche di aperture, brecce, passaggi volutamente irrisolti, uno pugno di terra, insomma, dove possa crescere il pensiero... Altrimenti, ci si annoia… e ci si annoia in due! Perché io tengo sempre presente che i miei libri, destinati in gran parte a bambini molto piccoli, sono soprattutto veicolati da una voce adulta. Chi sarà il mio primo lettore, il messaggero necessario per portare alle orecchie del bambino la voce del mio libro?


Come incoraggiare chi non ama leggere o chi a paura della propria voce?

Consiglierei, per le prime letture con il bebè, di scegliere testi che vi mettono a vostro agio. Testi che abbiano parole che si succedono armoniosamente, come una sorta di musica; quella stessa musica uscirà dalle vostre labbra con naturalezza. E poi non resterà che lasciarsi andare alla gioia di condividere questo momento con il vostro piccolo. Non fa niente se la lettura sarà imperfetta, se inciamperete su una parola, se ne storpierete un’altra… Al vostro bebè non importa! Voi gli state offrendo un momento di sosta nella corsa della vita, un momento per far cantare le parole e questo lo riempirà di stupore… La vostra voce vi sembra strana, persino un po’ sciocca? Date retta solo alla reazione estasiata del vostro bebè. Metterà a tacere la vostra apprensione: lui vi trova prodigiosi!


Jeanne Ashbé (Autrice di libri per bambini)