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La musica

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Ogni momento musicale e ogni compositore è stato scelto per vicinanza con il ritmo, i tempi e con l’immaginario evocato dalla narrazione. Per questo motivo e come ulteriore approfondimento troverete qui di seguito brevi indicazioni sulle musiche e sui compositori scelti. Il nostro è un invito rivolto a tutti coloro che vogliono scoprire il piacere nell’ascolto, per lasciarsi condurre dalla musica in un viaggio emozionante e consapevole.

 

 

Johann Sebastian Bach (1685-1750), compositore tedesco che nasce in una famiglia di musicisti, esponente geniale della musica barocca per la complessità strutturale e la ricerca estetica.

Nelle sei Suite per violoncello solo, Bach mostra la sua grande abilità nel creare l’illusione di una tessitura armonica mediante note multiple o singole linee melodiche che delineano e suggeriscono un gioco di voci indipendenti. Un viaggio sonoro duplice sia per l’interprete che per l’ascoltatore, entrambi ne scoprono il respiro quasi silenzioso, la presenza leggera e brillante ora intima, profonda e vibrante  del violoncello.

La Bourrée è una danza introdotta alla corte francese nel periodo di Caterina De’ Medici, dal  ritmo incalzante ovvero saltellando, che troverà il suo maggior sviluppo nel XVII sec. e che con Bach, assurgerà a vero simbolo della musica barocca.

 

Fryderyk Chopin (1810-49), compositore polacco del più autentico romanticismo, ha dedicato la sua produzione quasi esclusivamente al pianoforte. Le Variazioni in Mi maggiore per flauto e pianoforte sono state scritte sopra il tema “Non più mesta” da La Cenerentola di Rossini, quello che la protagonista intona alla fine dell’opera. Le variazioni sono costituite da un tema che viene modificato in differenti melodie, ritmi e tonalità che si susseguono con fluente leggerezza. Lo Scherzo-Molto vivace della sonata per pianoforte op.58 si muove su una vorticosa melodia a ritmo continuo in contrasto con un secondo sviluppo disteso e cullante.

 

Edvard Hagerup Grieg (1843-1907), compositore norvegese, attento osservatore della melodia popolare, che si ritrova nei piccoli pezzi avvolti di un’aura particolare unica, di una bellezza custodita nel paesaggio nordico. Nei piccoli Pezzi lirici per pianoforte che racchiudono momenti di poesia, fatta di bisbigli e tocchi leggeri sembra di vedere la lentezza delle nevi, le cupe foreste e i tramonti sulle montagne. Musiche che rappresentano un diario, che raccoglie le composizioni realizzate nell’arco della vita creativa del musicista.

 

Franz Joseph Haydn (1732-1809), musicista austriaco importante rappresentante della musica viennese. La sua vita è quasi parallela a quella di grandi compositori, da Mozart –già citato- a Beethoven di cui fu maestro e che gli dedicò le tre Sonate op.2. Nella sua ricca produzione hanno notevole importanza le Sonate per pianoforte. La prima in Do Maggiore antecedente al 1760 circa è stata presentata nel manoscritto originale con il titolo di “Partita per Clavicembalo” ed stata molto probabilmente scritta per i suoi allievi.

 

Georg Friedrich Händel (1685-1759) compositore tedesco che riassume tutta la musica del suo tempo, l’età barocca. Dalla Germania si spostò in Italia, periodo decisivo per tutta la sua carriera, e poi in Inghilterra dove si stabilì nel 1717, ad eccezione di un breve viaggio a Dublino. Dedicò la maggior parte della sua produzione all’Opera teatrale.

Passacaglia  è il nome di una danza secentesca di origine spagnola che tra il Seicento e il Settecento si affermò nella musica assumendo la forma di variazioni. 

Nella Suite No.7, pubblicata nel 1720,  Händel la inserisce come danza finale che si muove su variazioni generando figurazioni sempre più virtuosistiche. 

 

 

Jules Massenet (1842-1912), compositore francese che nella sua produzione ha dedicato particolare attenzione all’opera, evocando e creando personaggi femminili dalla sonorità leggera e raffinata. Debussy a proposito della musica del suo contemporaneo scrive: «è una musica in cui ci si china sulla fronte delle donne per sapere cosa vi sta dentro».1 Una melodia, quella di Massenet, lirica e riservata, capace di muoversi tra le diverse sfumature, che nell’opera Thaïs si rivela nella linearità sonora soave, che si muove con leggerezza, a volte sentimentale.

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), compositore austriaco che viaggiando sin da piccolo nelle capitali europee è stato a contatto con varie correnti musicali in Italia, a Londra, a Parigi e a Vienna. Era legato da profonda amicizia a Michael e Franz Joseph Haydn, con cui suonava in quartetto. La Sonata KV 545 è stata scritta per pianisti che iniziano lo studio dello strumento, nel periodo in cui Mozart scrisse opere complesse. Alcune indicazioni del padre suggerivano: «Ciò che è leggero è grandioso se viene scritto in uno stile semplice che scorre naturalmente ed è composto solidamente». La Sonata KV 570 con la sua apparente estrema semplicità, ricorda ciò che Mozart scriveva in diverse occasioni: «sapete che io non sono un grande amante delle difficoltà… è ben più facile suonare una cosa rapidamente che lentamente».

La Fantasia in Re minore KV397 è un’opera particolare, il brano è libero da ogni schema e privo di forma musicale, il tempo varia continuamente, fino a ben sette volte nell’arco del pezzo. L’appellativo “Fantasia” è riconducibile a questi aspetti e per questo è stato fatto rientrare nel genere delle improvvisazioni.

Il Quartetto per archi KV465 è tra quelli ispirati ad Haydn in cui Mozart mostra la sua matura capacità di assorbire l’essenza dell’amico compositore, senza divenirne un imitatore; particolare è la vicinanza per tema e spirito nei movimenti di apertura e di chiusura. Nel Quartetto in Do Maggiore KV465 sorprende la lentezza dell’introduzione nel primo movimento (Adagio, Allegro) da cui deriva il nome di Quartetto delle Dissonanze.

La Nachtsmusik è una piccola serenata notturna, in cui i movimenti di danza si alternano a passaggi solistici e virtuosistici. Una musica di piacevole ascolto dai segni armonici chiari e precisi. La Kleine Nachtsmusik KV525 è stata composta nel 1787, ricorda le giovani e deliziose composizioni del periodo di Salisburgo e si suppone che sia stata scritta in occasione di una ricorrenza festiva, destinata a una esecuzione da tenersi in un elegante cortile proprio per questo suo carattere sereno, l’andamento scorrevole e la linea melodica.

La Sonata per pianoforte KV 283 appartiene a quelle composizioni che Mozart scrisse tra il 1774 e il 1775 nel periodo in cui, insofferente alla vita di Salisburgo, si spostava spesso in viaggio a Monaco. In quel periodo compose sei sonate pensate per la pubblicazione, anche se Mozart riuscì a pubblicare solo l’ultima molti anni dopo. Si tratta di sonate che il musicista eseguì spesso nel corso dei suoi viaggi in Europa, distribuendone anche copie manoscritte.

 

Robert Schumann (1810-1856) compositore tedesco che ha dedicato particolare attenzione alle riflessioni sull’infanzia, pensata come età della “purezza” capace di cogliere verità all’età adulta. L’Album per la gioventù Op.68 sono piccoli pezzi, che confermano l’amore di Schumann per il mondo infantile. Un’opera didattica dedicata ai giovani pianisti ed un invito a loro rivolto dal musicista verso la serietà, la sincerità, l’amore per il passato nello studio dello strumento, per lasciarsi condurre verso nuovi esiti, come “esploratori di ogni recesso dell’animo”.

L’Albumblätter Op. 124  riunisce fogli sparsi composti tra il '32 e il '49, realizzati prima di Album per la gioventù Op.68, ma pubblicati successivamente, confermano il legame del compositore al tema dell’infanzia.

Realizzati prima di L’Album per la gioventù Op.68, ma pubblicati successivamente, confermano il suo legame al tema dell’infanzia.

 

Giuseppe Tartini (1692-1770), compositore e violinista, di Pirano d’Istria, cittadina che allora apparteneva alla Repubblica di Venezia. Nel 1708 arrivò a Padova e dal 1721 rappresentò per la città una figura di spicco del Settecento, in particolare come primo violino e capo di concerto dell’orchestra della Basilica di Sant’Antonio.

 

Autore anonimo di fine XVI sec., Greensleeves. Sono varie le leggende sull’origine di questo brano, se ne trova traccia verso la fine del 1500. Si pensa che le sue origini risalgano all’Inghilterra e narra il corteggiamento di un gentiluomo ad una nobile donne. Si tratta di una canzone tramandata per via orale, su cui esistono diverse versioni.

 

 

 

 


1. Massimo Mila, Breve storia della musica, Einaudi, Torino 1982